La FABI di Bergamo conferma il proprio impegno concreto al fianco delle donne con iniziative di sensibilizzazione sulla violenza di genere, sulla prevenzione e sulla cultura del rispetto.
Domenica 23 novembre, in collaborazione con l’Avis comunale di Bergamo, si è svolto un evento partecipato e intenso che ha unito informazione, emozione e formazione pratica, coinvolgendo realtà del mondo del lavoro, della sanità, della cultura e dello sport.
Non una semplice iniziativa, ma un messaggio chiaro e condiviso: nessuna donna è sola.
Donne e donazione: informazione e prevenzione come atti di cura
Ad aprire la serata è stato l’intervento del Dottor Francesco Salvetti, che ha approfondito il tema della donazione di sangue e il ruolo delle donne, ricordando come un gesto semplice e consapevole possa salvare fino a tre vite.
La donazione è stata raccontata non solo come atto di solidarietà, ma anche come forma di prevenzione e attenzione alla propria salute, in un percorso di consapevolezza che riguarda l’intera comunità.
Violenza di genere: quando la cultura aiuta a riconoscerla
Uno dei momenti più intensi dell’evento è stato il reading teatrale “Ti amo da morire!”, interpretato da Enzo Valeri Peruta della Compagnia Teatrale La Pulce.
Attraverso parole forti e autentiche, il pubblico è stato accompagnato dentro la realtà dell’amore malato e della violenza sulle donne, una violenza spesso invisibile, quotidiana e ancora troppo sottovalutata.
Un momento di riflessione profonda che ha contribuito a rompere il silenzio e ad aumentare la consapevolezza sul fenomeno della violenza di genere.
Prevenzione e difesa personale: conoscere per proteggersi
Ampio spazio è stato dedicato alla prevenzione delle situazioni di pericolo e alla difesa personale femminile, con l’intervento di Giuseppe Algeri, Segretario Provinciale della FABI di Bergamo e vicepresidente Avis comunale.
«La sicurezza nasce dai gesti, dalla consapevolezza e dall’attenzione – ha sottolineato Algeri – proprio come la donazione, anche la prevenzione è un gesto consapevole che può salvare la vita».
A seguire, le prove pratiche di tecniche base di autodifesa, curate da Shimesu Karate-Do Shotokan e ASD S.T.A.R.T. Softairpolice, hanno permesso alle partecipanti di acquisire strumenti utili per:
- riconoscere situazioni di rischio;
- gestire la paura;
- mantenere la distanza di sicurezza;
- liberarsi e mettersi in salvo.
Il ruolo delle istituzioni nella lotta alla violenza di genere
All’incontro è intervenuta anche l’Assessora del Comune di Bergamo Marzia Marchesi, che ha sottolineato l’importanza di creare spazi di confronto e partecipazione:
«La violenza di genere non si combatte solo con le norme, ma attraverso la cultura, la partecipazione e il coraggio di parlarne».
Un richiamo al valore del lavoro di rete tra istituzioni, associazioni, sindacato e territorio.
FABI di Bergamo: un impegno che continua
L’evento si è concluso in un clima di condivisione e dialogo, anche grazie al contributo di Italo Tresoldi – Forno Artigianale, confermando come la costruzione di una comunità più sicura passi anche da momenti di incontro e relazione.
«Grazie a chi ha partecipato, ascoltato e riflettuto – ha concluso Algeri – continuiamo a lavorare insieme con consapevolezza, coraggio e cuore».
La FABI di Bergamo ribadisce così il proprio impegno nel promuovere iniziative concrete contro la violenza di genere, a sostegno delle donne e della cultura del rispetto.
DELLA FEDERAZIONE AUTONOMA BANCARI ITALIANI